Professionalità, il limite per lo sviluppo di un’idea

Oggi vorrei condividere alcune riflessioni legate allo sviluppo di nuove idee, che sono il primo punto per l’inizio di un business o più generalmente di un nuovo progetto (legato al web e non solo).
A voi capita di avere molte idee?
Quante di queste poi vedono la luce?
Vi siete mai chiesti il perché?
Nel mio caso una delle principali colpe è il Professionismo, oppure eccessivo perfezionismo (affiancato da mancanza di fiducia, determinazione ed altre “piccole” cose). Ma riflettendoci a lungo un grosso freno deriva dal dover fare le cose per bene .. pure troppo.
Se mi viene in mente lo sviluppo di un nuovo applicativo, ne analizzo tutti gli aspetti, devo prevedere e gestire tutte le casistiche, ..etc..etc.. tutto questo poi prevede una mole di lavoro insormontabile e tirando le somme, le risorse disponibili (forza lavoro, tempo, costi) non sono decisamente sufficienti.
Cosa offre il mercato?
La cosa più triste poi è guardarsi attorno e vedere cosa c’è in giro.
Mi capita spesso di trovare siti di web designer, webmaster, sviluppatori html e css, grafici .. uno peggio dell’altro compresi i lavori che mostrano fieri nella propria “vetrina”.
Il problema non è legato soltanto all’aspetto (come vengono presentati i contenuti), ma spesso il problema è legato anche al “dietro”, a quello che c’è dietro la grafica.
Siti web (ma anche programmi stand-alone) sviluppati veramente male con codice sorgente ingestibile, che se uno dovesse farci delle modifiche, farebbe prima a riscriverlo che a modificarlo.
Lacune nelle principali “regole” di buona scrittura del codice fino ad arrivare a grosse lacune funzionali.
E spesso non è detto che un prodotto ben servito graficamente poi abbia una struttura adeguata. Avete presente un set cinematografico dei vecchi film western che c’era l’edificio su un cartonato, il quale dalla giusta prospettiva poteva sembrare reale, ma dietro poi c’erano solo due travi di legno a sostenere tutta la struttura?? Alcuni siti internet od applicativi sono proprio come quei set western!
Poi ci sono prodotti venduti, ed utilizzati da aziende piccole, medie e grandi ed anche questi nella fase dello sviluppo sono profondamente tirati via. Spesso non soddisfano a pieno nemmeno le esigenze per i quali sono sviluppati. In parte ci possono essere realtà aziendali e processi complicati e complessi che possono giustificare l’imperfezione, ma anche qui secondo me siamo in casi limite. Le risorse e tecnologie di oggi ci permettono agevolmente di gestire le periferiche e sviluppare al meglio l’applicativo richiesto.
Inoltre non capisco come i clienti si possano rivolgere a certi “professionisti” richiedendo ed accettando una certa tipologia di prodotti, oltretutto pagando!
E’ come se io decidessi di operarmi in un ospedale fatiscente dove sulle pareti della sala operatorio ci sono schizzi di sangue rappreso, bisturi rugginosi appoggiati su un tavolino pieno di garze usate ..etc.., vi ci fareste operare? Mi auguro di no! Più o meno questo è il paragone, ma in informatica sembra che la gente risponda di sì ad una simile domanda!
Quali sono le motivazioni di queste scelte?
Possibili giustificazioni possono essere legate ad una involontaria ignoranza rispetto alle nuove tecnologie o limitazioni di budget.
Ad oggi molti non si sono ancora abituati all’idea di internet, e quale sia il reale potenziale ed impatto che può avere nel business della propria attività. Sanno che ormai ci devono essere, devono avere un sito web, una mail, ma poi non sanno distinguere una “marmitta” da un “volante”, e di conseguenza un sito internet di solo testo o con due gif animate orrende va alla grande!
Per la limitazione del budget, non so quanto siano costretti a rivolgersi a professionisti di fascia bassa per mancanza di fondi oppure non vogliono investire per le ragioni di cui sopra (ovviamente errore madornale).
E’ anche giusto aggiungere che spesso per quanto vogliono pagare i clienti forse quello che gli viene offerto è anche troppo … ma questo è un altro aspetto che esula da questo sfogo.
L’era della digitalizzazione
Un altro contro è la diffusione della digitalizzazione, tutti ormai con un pc, un photoshop, un editor html visuale e una macchina fotografica, si sentono programmatori, fotografi e grafici .. e pur di fare e vendere alla fine si svendono per due soldi illudendo così i potenziali clienti e sminuendo i veri professionisti che magari in alcuni casi si sentono scartare perché troppo qualificati.
Concludendo .. frustrazione e tristezza
Concludendo .. vedendo i loro lavori fatti, queste persone lavorano e viceversa ci sono clienti che ricercano tali tipi di lavori, non può che nascermi tristezza, frustrazione ed amarezza.
Inoltre credo che molti prodotti venduti da “professionisti”, considerati professionali, e fatti pagare (e pagati) come tali, alla infine non abbiano niente di questa caratteristica.
Sicuramente non mi ritengo un genio informatico, ma se io tentassi di aprire una ditta per la fornitura di tali servizi dopo qualche mese sarei costretto a chiudere i battenti per mancanza di clientela eppure per molti “professionisti” questo non avviene … mistero !?! incapacità mia?!?
è l’ora di arrendersi all’era del “cialtronismo” dove tutti sono superesperti?
voi che ne pensate?
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This entry was posted on giovedì, ottobre 27th, 2011 at 09:45 and is filed under informatica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

ottobre 28th, 2011 at 00:15
Beh secondo me a volte bisogna riuscire a buttarsi dietro le spalle le paure - che tutti hanno inizialmente - per vedere cosa si riesce a fare.
E\’ certo un salto nel buio e non è scritto da nessuna parte che le cose vadano bene o bene come vorresti.
Il perfezionismo credo sia una cosa positiva perchè spinge sempre \"verso l\’alto\" per non mollare mai e migliorarsi di continuo… però credo che vada unito al fatto di iniziare, da qualche parte, in qualche modo… che tanto s\’imparano sempre un sacco di cose, dappertutto, qualsiasi cosa si faccia e tutto alla fine fa comodo.
Spesso per avere clienti non conta avere chissà cosa in magazzino, ma conta avere una bella e formidabile vetrina, per farli entrare. Poi vediamo…
parlando può pure capitare di avere quello che davvero può servire al cliente, oppure magari lo convinciamo che quel poco che abbiamo è meglio di quello per cui erano entrati… e magari sono anche contenti!
Poi il magazzino lo si riempie, pian piano, ed il portfolio cresce